Cannes: Palma d’oro in bianco e nero

Una Palma d’oro in bianco e nero quest’anno al Festival di Cannes, che chiude i battenti della sua 62a edizione;
Michael Haneke, regista tedesco di adozione ma austriaco di nascita, con il suo Il nastro bianco ci porta a scoprire un villaggio protestante della Germania del Nord alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, in cui accadono [...]

Una Palma d’oro in bianco e nero quest’anno al Festival di Cannes, che chiude i battenti della sua 62a edizione;
Michael Haneke, regista tedesco di adozione ma austriaco di nascita, con il suo Il nastro bianco ci porta a scoprire un villaggio protestante della Germania del Nord alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, in cui accadono bizzarri avvenimenti.

Con gli altri premi torniamo in Francia: Alain Resnais, con il suo ultimo film da regista  Les Herbes Folles vince il Premio speciale per la carriera, Jacques Audiard il Gran Premio della giuria per Un prophète e Charlotte Gainsbourg è la miglior attrice per Antichrist di Lars Von Trier. Miglior attore è Christoph Waltz per Inglourious Bastards di Quentin Tarantino, omaggio al film Quel maledetto treno blindato (1977) di Enzo G. Castellari, distribuito negli USA con il titolo The Inglorious Bastards.

Nella sezione parallela Un Certain regard, presieduta dal regista Paolo Sorrentino ha vinto Dogtooth (Kynodontas) di Giorgos Lanthimos. Nella sezione Semaine Internationale de la critique, il premio principale è andato a Adieu Gary di Nassim Amaouche, ma è stato molto apprezzato anche Sirta la gal ba, di Shahram Alidi, che ha ricevuto due riconoscimenti. Nella Quinzaine des Realizateurs ha trionfato J’ai tué ma mère di Xavier Dolan-Tadros con tre premi, tra cui il più prestigioso Art Cinema Award.

Nel palmares a sorpresa resta fuori il nostro Marco Bellocchio con Vincere e entrano due registi asiatici, il filippino Brillante Mendoza premiato per la regia del film Kinatay e il film del cinese Lou Ye, con il premio per la miglior sceneggiatura scritta da Feng Mei per Spring Fever.
Ex aequo per il Premio della giuria tra i film Thirst di Park Chan Wook e Fish Tank di Andrea Arnold; infine Palma d’oro per il miglior cortometraggio assegnata a Joao Salaviza Massimoramas per Arena.

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